Descrizione
Il più grande esponente del postmodernismo russo, Vladimir Sorokin, ci porta a scoprire la sua città invisibile, Mosca degli anni della sua giovinezza, abbracciando un periodo che va dalla stagnazione e la perestrojka fino al decennio post-sovietico. In quegli anni, in cui la libertà era spesso negata, la città è vissuta da Sorokin con assoluta libertà interiore. Forse è proprio per questo che l’eros di Mosca si trova non in Piazza Rossa, bensì negli angoli più disparati e nascosti della città. A condividere questi momenti di felicità con l’autore troviamo i volti della sua gioventù: artisti, intellettuali, scrittori, poeti, ma anche compagni di università del corso di ingegneria meccanica. Momenti indelebili come la nascita delle figlie si alternano a istanti apparentemente insignificanti, come un viaggio in metropolitana, trasformandosi in scatti magici e irrazionali, basati unicamente sui sensi: vista, tatto, olfatto, gusto e udito si mescolano in un caleidoscopio divertente, ma anche incredibilmente commovente e profondo. Il lettore attento troverà in questo breve testo riferimenti culturali densissimi, da Nabokov e la letteratura samizdat al concettualismo moscovita e i Šestidesjatniki, i poeti beat sovietici. Ma anche chi di cultura russa ne sa ben poco, scoprirà da questo racconto che le città, proprio come le persone, hanno bisogno di essere trattate con gentilezza e sincerità.
Vladimir Sorokin (1955) è uno scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e pittore russo. Considerato uno dei principali rappresentanti del concettualismo e del postmodernismo nella letteratura russa, Sorokin è vincitore di numerosi premi internazionali. Le sue opere sono state tradotte in decine di lingue.


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