Descrizione
Nella primavera del 1891 Antón Čéchov si mette in viaggio per l’Italia con il suo editore e amico Alekséj Suvórin e il figlio. La prima tappa è Venezia, dove i tre si fermano per trascorrervi un paio di giorni. Le impressioni di Čéchov sulla città costituiscono un prezioso spaccato del mondo interiore e artistico dell’autore. La città da subito incanta Čéchov con le sue atmosfere romantiche, le gondole, la musica, il clima mite, la tranquillità di calli e canali, la ricchezza della sua storia e del suo patrimonio artistico: “in vita mia”, confessa l’autore, “non ho mai veduto città più straordinaria di questa. È una meraviglia continua, un vero splendore, un’autentica gioia della vita”. [dalla prefazione di Linda Torresin]
Antón Pàvlovič Čéchov (Taganrog, 1860 – Badenweiler, 1904) è un narratore e drammaturgo russo. Dopo la pubblicazione dei primi racconti su riviste satiriche, abbandona la professione di medico per dedicarsi completamente alla letteratura. Firma celebri racconti quali Il duello (1891), La corsia n. 6 (1892), Il monaco nero (1894) e La signora con il cagnolino (1899). Tra le sue opere teatrali più note si ricordano Il gabbiano (1896), Zio Vanja (1899), Tre sorelle (1901) e ll giardino dei ciliegi (1904).


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