Descrizione
Vi sono stati scrittori che hanno incarnato il tragitto di una società e un popolo lungo un’intera epoca storica: Ai Qing è senza dubbio tra questi. Il percorso del grande poeta, nato nel 1910 e morto nel 1996, esprime infatti appieno la traiettoria della letteratura cinese in tutto il Novecento, il suo intreccio con la lotta rivoluzionaria e il rapporto burrascoso con la politica e i regimi che si susseguirono nella prima metà del secolo. Proprio questo incrocio tra politica e letteratura, che a noi lettori italiani, abituati a una netta separazione tra le due, potrebbe apparire singolare, pur non essendolo affatto,soprattutto in Cina, fa sì che la produzione poetica di Ai Qing travalichi la dimensione letteraria e riesca a farsi espressione netta della turbolenta storia cinese nel corso del XX secolo, con tutte le sue svolte e contraddizioni.
Ai Qing oscillò tra modernismo e realismo, non lesinò afflati di sperimentalismo e fu a modo suo interprete dell’avanguardia, mantenendo questa ispirazione anche una volta abbracciata una visione più «politica» della poesia, vista cioè come arma di lotta che doveva contribuire alla mobilitazione delle coscienze, anche se tentò sempre – tra mille limiti e difficoltà – di difendere l’autonomia creativa degli scrittori.






